Le emozioni e le parole sono di Marta Feriani, assistente ambasciatrice a Verona. L’esperienza di cui ci fa partecipi è la festa organizzata dalla TIN dell’ospedale di Borgo Roma per la Giornata Mondiale della Prematurità.
Care amiche Ambasciatrici, per me oggi è il momento dei bilanci: il mio primo World Prematurity Day da assistente è stato un frullato di emozioni!
Come qualcuna di voi sa già sono una “mamma prematura”, mio figlio è nato dieci anni fa, a 27 settimane e 5 giorni, con il peso di 1035 grammi, e in questi dieci anni ho sempre parlato della mia esperienza col sorriso sulle labbra.
Giovedì 17 sono entrata con l’ambasciatrice Susanna Galvani nelle TIN del Sant’ Orso di Thiene e San Bortolo di Vicenza. Ho guardato tutti i bimbi e ho avuto un tuffo al cuore, ma sono sopravvissuta all’impatto. Sabato 19 c’era invece la festa, al centro polifunzionale Emanuele Fiorito, organizzata dall’ospedale di Borgo Roma a Verona, ed io ero molto più serena. Avrei incontrato mamme, bimbi, scambiato sorrisi…
Invece la prima botta l’ho avuta da un papà:
– “a casa ho uno dei vostri cappellini bianchi e rossi come ricordo”.
– ed io: “quanto è nata?”
– il papà: “a 21 settimane … purtroppo non ce l’ha fatta… ma erano due gemelle, l’altra siamo riusciti a farla restare in pancia altre due settimane… è quella biondina là che corre… Ora ha tre anni”.
E poi il colpo definitivo, da una mamma:
“Vorrei regalare a mia figlia una bambola con un cappellino di lana, perché lei è una ex prematura e io ho un cappellino suo… ma quello non lo faccio toccare a nessuno… volevo regalarle una bambola che fosse com’era lei da piccola”
Le abbiamo regalato uno dei cappellini che avevamo sul tavolo e lei mi ha abbracciata piangendo.
Tutte le mie difese sono crollate! Sono andata a nascondermi in bagno… Pensavo di essere forte e corazzata. Mi sbagliavo, questi tre giorni mi hanno obbligata ad affrontare le mie fragilità e forse mi hanno resa più forte. Grazie per tutte le emozioni che Cuore di Maglia mi fa provare e scusate se sono stata prolissa ma questa mi sembrava il luogo giusto per sfogarmi, chi meglio di voi può capirmi?
Marta
